Arte e Creatività



IMMAGINE E PAROLA 
nel percorso individuativo e creativo

Mostra di quadri e poesie "tra Ombra e Anima"
28/11/2014 Centro SISMeR Via Mazzini 12 Bologna

Relatori: 
Dr. MATTEO MARINO Psicologo Psicoterapeuta e Artista
Prof.ssa GIANCARLA TISSELLI Psicologa e Psicoterapeuta
Dr. ANGELO GABRIELE AIELLO direttore scuola di specializzazione in Psicoterapia Analitica AION





L’ARTE NON HA SPAZIO NE’ TEMPO

Accompagnando le poesie ai dipinti, ho messo in luce il mio percorso interiore ed artistico, individuale ma allo stesso tempo collettivo, dal momento che un’opera non appartiene mai soltanto a chi la crea, ma anche a chi lo circonda e a chi lo ha preceduto, influenzandolo o ispirandolo, stimolandolo o provocandolo. Lo scopo della mostra e del libro è mostrare come immagine e parola, seppur strumenti diversi di espressione, nascano dalle medesime fonti di emozioni e sentimenti, e percorrano strade che giungono alla solita meta, completandosi e riconciliandosi, sfociando nel solito mare di colori e dando voce ad un’unica opera: l’esperienza di vita dell’artista.

L’opera d’arte ha un fine, se pur sottile e talvolta indecifrato, ma non una fine, sia perché l’artista sa quando la inizia ma non sa quando la finirà, sia perché l’arte è infinita, immortale come la sua anima che sopravvive in eterno attraversando culture ed epoche. Per questo l’artista sente di aver prodotto qualcosa che perpetuerà nel tempo, superando il tempo stesso. Al tempo stesso l’opera d’arte è senza spazio, perché troppo vasto è ciò che cattura l’attenzione del pittore e grande è la sua immaginazione. La cornice è stata inventata apposta per delimitare una dimensione troppo immensa ma che grazie alla capacità di sintesi del pittore, è stata immortalata. Ecco, immortalata !  

                                                    Matteo Marino 2014



STUDIO/LABORATORIO 


“ L’opera d’arte è la sintesi di un’altra opera: la nostra vita”. M. M.

La pittura, come ogni altra espressione artistica e creativa (la poesia, il canto, la musica, la danza ecc..) rappresenta un modo per dare forma ai propri stati interiori, che muovendosi dall'interno, si elaborano ed amalgamano, proiettando fuori una parte di sé. Questa parte di sé, che viene imprescindibilmente stimolata dal contatto con la vita esteriore, si va ad aggiungere, ed auspicabilmente integrare, con il mondo fisico e sociale circostante, continuando a creare un rapporto interattivo con esso. 
Quando questo rapporto, a priori, è basato su una comunicazione ed una relazione, allora si va ad instaurare un'armonia ed un legame dialettico con le persone che abitano questo mondo. 
Il "problema", nasce quando l'opera partorita collide con la società che lo ospita, e questo perché la visione dell'artista è inconciliabile con la visione di chi vive e vede la società in modo diverso.
Si, perché l'opera artistica è frutto dei vissuti dell'artista nei confronti della società e dell'epoca in cui vive. Questo ed altri argomenti li tratto in modo esplicativo nel mio articolo "L'Arte: frutto dell'Anima. I colori dell'Anima in una Alchimia creativa" 
scaricabile dal mio sito personale www.psicoterapiacreativa.it alla sezione "Articoli e pubblicazioni"
o acquistando l'intera rivista nel sito dell'editore:

Com'è naturale che sia, siamo talmente tanti che sarebbe un'utopia (ed una noia), un mondo senza conflitti. Ognuno ha bisogni e idee differenti. Allo stesso tempo ciò che può essere bello ed utile ad una persona, può risultare brutto e inutile ad un altro.                   Ogni giorno nasce qualcuno che prima o poi vorrà apportare le sue idee al mondo, proporre e porre sul piatto comune una sua illuminazione, intuizione, punto di vista, progetto o prodotto/creazione, e questo risulta positivo quando tutti possono usufruire e godere di tale originalità (vedi le scoperte scientifiche e la creazione dei vari stili e filoni artistici), o quando questo "prodotto" dona valore aggiunto senza nuocere il prossimo. 

L'opera artistica può piacere come non piacere, ma è proprio in quella peculiare sensazione che si cela il significato del quadro, nonché i misteri e il senso del "quadro storico/sociale collettivo" nel quale l'opera si è inserita.
Se arte è comunicazione, ovvero scambio reciproco di messaggi, dovrebbe presupporre, da parte del mittente (l'artista), un'accettazione di critica proveniente da chi percepisce un determinato messaggio (il pubblico).                                       Quando qualcuno si sveglia la mattina e vuole imporre agli altri i suoi pensieri, senza entrare in sintonia col prossimo né tentare di creare un punto di contatto, questa a mio avviso chiamasi protesta, non arte. Ciò non toglie che chiunque possa aprirsi un laboratorio, produrre ciò che gli piace e rinchiudersi in una sorta di auto-elogio, ma questo è l'esempio più sbagliato di come vivere il proprio estro.

Ognuno, può illuminare l'artista sui suoi stessi quadri (o poesie ecc..), perché se il quadro stesso fa parte dell'interazione tra pittore e mondo, chiunque abiti il mondo ha diritto di dire la sua. Da questo dialogo parte l'interazione con l'altro, la condivisione di idee, la crescita reciproca e il continuo "scambio tra dentro e fuori".
Se di dipinti stiamo parlando, è automatico che ci riferiamo alle immagini, quindi alle rappresentazioni che l'artista ha dentro di sé, alla sua immaginazione e fantasie.                                               


Ecco, il rapporto tra psicoterapeuta e paziente è uno scambio di parole, ma soprattutto di immagini, sensazioni ed emozioni, è come se nello studio ci fossero i due cervelli seduti sulle poltrone, e a parlare fossero le immagini. Immagini, quindi, che ognuno proietta sull'altro. Da questa interazione, nasce la conoscenza reciproca e la comprensione delle relative "visioni". 
Ogni immagine, parla di sé e comunica, ed essendo figlia dell' immaginazione, è autentica in quanto nasce dalla propria visione inconscia. Comunicare per immagini è un modo per non parlare, per questo la razionalità per quanto allenata, non potrà mai spiegare del tutto, e nemmeno dovrebbe, una immagine. Comunicare per immagini è come raccontare i propri sogni, che per essere comprese/i vanno osservate/i ed analizzate/i nel loro evolversi e susseguirsi, nell'arco di una serie.
Esiste la parola ed esistono le immagini, entrambi utili strumenti della conoscenza della psiche umana, psiche che comprende una parte conscia ed una parte inconscia. 

L' immagine, altro non è che un sogno ad occhi aperti.                     
Il quadro è il prodotto di questo fantasticare, del dialogo fra conscio e inconscio risultante in una rappresentazione concreta.
La critica d'arte è una razionalizzazione, un tentativo di riportare l'opera su un piano di realtà condivisa, per contestualizzarla e richiamarla a casa, dov'è nata.



Alcuni dei miei seguenti dipinti sono personalizzate riproduzioni di immagini, foto o tele che durante il mio girovagare mi hanno colpito, e nelle quali ho in parte identificato situazioni, ricordi, personaggi, luoghi o argomenti che ritengo degni di nota ai fini di un lavoro di studio e ricerca.



                                                   L'emozione di un Clown
                                                    2010





    Virilità di Narciso
 2011





Sogno rincorso
2010




                                                     La tavola degli Archetipi
                                        (l'originale è "Natura morta" di Maiolo Giuseppe) 2011






                                                                         Istinto 
                                                (l'originale è "La tigre" di Franz Marc) 2013          
               





Aria di saluti
2011





Anima e Animus 
(conjunctio) 2013





                             La ferita di Cupido                              
            2011                   





Geisha occidentale
Settembre 2012





Libido
(sesso amante) 
Giugno 2010



                                 

                             La crisi della Psicoanalisi                                     
                                                    2010                                                                    



C.G. Jung
2011




                                                             I Re della savana
                                             Gennaio 2010





                                                 Il toro e il torero                                
                                                   2010                                                                                                 



Ombra
2011






  La maschera di Joker 
 2014





 Case di campagna
                                                   2008






 Rosso Veliero 
(Matrioska creata a S.Pietroburgo) 
2011





L'Io riflesso 
(l'originale è "Argenteuil" di Monet) 2009






FantaBologna
 (trascendenza) 
2014





Il fuoco della conoscenza
2014





"Borgo del Ponte" 
(l'originale è Paesaggio e chiese "Nuova Gerusalemme" di Aristarkh Vasilievich Lentulov)
2014





 Ri-nascita
2014



                                                                           

                                                                          Richiamo
                                                                                  2014
                                                                                 




Occhi 
Ottobre 2014






Pierrot sognante 
Settembre 2015






 Viaggio nel sogno 
2015






Neve e notte 
Aprile 2015





Autoritratto 
Dicembre 2015





Sole, cielo e mare 
(sassi di mare su legno) Agosto 2015





Leo
Marzo 2016





Maestra d'orchestra
Maggio 2016




Lorena
Febbraio 2017





L'illuminazione di Hesse
Settembre 2017






Piazza Maggiore innevata
Novembre 2017




Nessun commento:

Posta un commento