lunedì 9 novembre 2015

Il Mito dell' Orfana

Ogni tanto ritorna, come un'onda
questa emozione che un nome solo non ha..
Attraversa la carne, nell'anima affonda..
Delle correnti interiori un turbine fa.

Va e viene, senza fissa dimora
quest'orfana adulta dai mille padri.
Si dimena e reclama la sua ora
per poi tornare nel regno delle madri.

M.M. 09/11/2015


mercoledì 28 ottobre 2015

SOLITUDINE

Quant'è bella solitudine
protettiva e calda come una madre
Accogliente m'hai avvolto
dov'io mi son riscoperto.

Sei tanto gelosa del mondo là fuori
che resto con te, altrimenti muori
Compagna fedele, mio vaso
dov'io cresco, mi ascolto e riposo.

Siamo solo io e te ma ci cerchiamo
tra desiderati silenzi ed una voglia di umano
Nella pace del buio sei un concerto in coro
dov'io mi cullo e ti coloro.

Bologna 21/06/15   M.M.

martedì 7 luglio 2015

Sull'amore. Un tributo a C.G.Jung

Sull'amore, quest'uomo, ha potuto dir tanto.
Amore inteso nella sua accezione piu' elevata,
dove non ci sono confini,
dove il pensiero c'è ma soffre in silenzio,
dove si crea per amor dell'amore.
Amore fa parte del tutto e coinvolge il tutto
e lo sa bene Carl,
che s'è immerso a tal punto
che personalità e professione
son diventate una cosa sola
dando vita ad un uomo che ama
per richiamare l'anima,
farla rinascere, riemergere,
riconoscerla, parlarle, ringraziarla.
Amarla.
La risalita dagli abissi dell'indifferenziato
porta con sè il tesoro tanto cercato
e su terra ferma, Anima, prende luce
prende forma, si personifica
e l'Ombra può ora recar fresco e ristoro!
Ecco che unendo le parti di sè
dapprima scisse come estranee
doloranti perchè strappate
sofferenti perchè solitarie
si può donar coerenza a sè e al mondo.
Da tal sofferta scoperta nasce l'amore
un sentimento che dall'anima và all'anima
dalla conoscenza và alla conoscenza
provato DALLA vita e PER la vita.

Matteo Marino 07-07-2015


giovedì 25 giugno 2015

AMORE O NON AMORE? LA RISPOSTA E' AMARE !

La questione non è se l’amore esista o meno.                                            
Forse non è nemmeno così utile parlare di destino, casualità, coincidenze..                                                                                                         Ciò che conta è che tu, in quel preciso momento ci creda ed hai la volontà di creare “quel momento”.                                               
Ciò che importa è costruire ciò che senti, e quel sentito merita un’impalcatura sulla quale lavorare con dedizione, passione, sotto il sole o le intemperie.  
Dai forma a quel magma incandescente, fluido energetico che scorre in te..

Come fa uno scultore con il marmo quando sente l’ispirazione.                    
Lui non pensa a quanto duro e impenetrabile sia quel blocco, lo scolpisce e basta, mettendoci tutto il sentimento e volontà, plasmando così un suo desiderio su quel materiale che appare solo pietra dura.           
E’ una “sfida” col suo “blocco interiore” che si tramuta nell’inizio di una nuova amicizia con se stesso. 
E’ un’interazione distruttiva e costruttiva allo stesso tempo coi suoi oggetti interni: spacca, scalfisce, smussa e lucida quel corpo dotato di anima, vagamente conosciuto ma non del tutto estraneo, i cui dettagli prendono nuove sfumature e sfaccettature, la forma un nuovo stile e nuova vita proprio mentre lo lavora.. mentre lo elabora!

E’ un po’ come facevano gli alchimisti nel tentativo di trasformazione della materia, gli esperimenti per trasformare il piombo in oro erano in realtà processi di proiezione della loro ricerca interiore verso l’essenza, il loro Oro: il proprio sviluppo e l’evoluzione psicologica e spirituale.

Così come l’artista con la sua tela bianca, quanto ci litiga a suon di spennellate, getti e strati di colore, ma quanto ci fa l’amore anche, accarezzandola nei suoi punti erogeni ed in fine coccolandola con la premura di darle una dignitosa dimora, che non troverà mai perché l’opera è in fondo di tutti, povera nomade senza valigia e senza stabile protezione, circondata da una cornice che le offre contenimento e che la rende un quadro, dandole quella quadratura e quella precisione che per definizione non può avere perché l’arte è liberamente perfetta nella sua imperfezione.               
               
I colori sono terra, aria, acqua, sono natura quindi impossibile imprigionarli, è per questo che quando li guardi la mente viaggia, evade portando l’osservatore in mondi inesplorati, fantastici, immaginifici, oserei dire onirici !

Il poeta fa anima, che sgorga e fuoriesce lentamente attraverso il suo cuore ferito, alla stregua di una follia che si esaurisce con la poesia scritta lì, su quel foglio stropicciato, su quel tavolino nell’angolo, con una piccola luce soffusa che illumina si e no i primi versi, versati con sangue in lacrime, versatili, verso un mondo che sta là fuori da quello stanzino buio e freddo, tentando di urlare, cosa che il poeta non sa fare !

L’amore è quindi una forma d’arte? O l’arte è una forma d’amore?              
Se si ama si fa arte e se si fa arte si ama, ma attenzione perché l’amore non è solo idilliaco e mondo di colori accesi, ma gli stessi colori possono anche abbagliare !                                                                                              
L’amore è anche sofferenza e sacrificio, momenti di buio, nero, grigio.. che possono sfumare in viola, blu, rosso e per finire arancione e giallo, passando quindi dal freddo dell’angoscia al caldo della passione ed alla luce bianca della pace più totale, ma sappiamo che la pace totale è la morte, infatti la luce bianca ricorda molto il tunnel che porta dalla vita alla morte, all’aldilà.     
Come la natura stessa ci insegna, tutto e tutti facciamo parte di un ciclo che inizia e termina nello stesso punto, dopo un lungo circumnavigare tra i colori di tutta la gamma, cosa che fanno costantemente gli artisti e i poeti..

Gli ostacoli sono solo paranoie, i muri non sono indistruttibili, l’acqua non è sempre accogliente.. puoi farti male tuffandoti da grande altezza.
Ciò che una cosa è, sei tu stesso a crearla, a darci senso.
L’amore c’è se tu vuoi che esista, e nel momento in cui l’hai provato, non ha più importanza che nome abbia.. non importa nemmeno ricordare come possa essere definito, perché in quel momento hai coniato un nuovo modo di sentire: il tuo. 
E’ stato fondato un nuovo mondo e lei è quel mondo.

Matteo Marino


lunedì 13 aprile 2015

IL POTERE DELLA “LETTURA”

PERCHE’ LEGGIAMO?  

Leggo poco, ma quel poco che leggo lo fagocito! Come fa una cellula con le sostanze nutritive.

Lo divoro dopo averlo amato, come fa il coccodrillo col suo cucciolo.
Lo corteggio, lo cerco, ci faccio l’amore, lo coccolo, poi lo abbandono ma tenendolo sempre dentro di me.

Lo si cerca ossessivamente, con bramosia. Una sorta di dipendenza culturale !

Un desiderio di entrare nell’universo collettivo attraverso mondi altrui, e riconoscersi, rispecchiarsi, gioire e soffrire insieme alle tante facce dell’autore, mie, sue, vostre facce.

E’ un modo segreto di voler condividere emozioni con qualcuno senza dirglielo. In solitudine.
Una via per scoprire quel pensiero che ha rivoluzionato il pensiero stesso ed ha scosso i sentimenti di tutti !

Nella lettura c’è racchiuso un atto di coraggio, in cui altruismo ed egoismo si mescolano e provocano l’ebbrezza di sensazioni potenti ma contrastanti!

È una danza rituale da fermi, è una pioggia di sole in inverno, è una traversata sul ghiaccio in estate, è un profumo di rose in mezzo alla neve ! 
Un viaggio in nave dentro ad una tazza di thé o una cavalcata d’elefante sul ciglio di una montagna .

Sento che lui mi capisce, è empatico ed ha provato le mie stesse sensazioni, ha percorso le mie stesse traiettorie segnandole sulla mappa ed io la so leggere ma non penso alla meta !


01/03/2015   Bologna                                                                                                                               M.M.